Maculopatia: Sintomi, invalidità, occhiali e ausili

La degenerazione maculare legata all'età è una condizione potenzialmente debilitante che colpisce la macula.

Una delle condizioni oculari più debilitanti è la maculopatia e la sua forma più comune, la maculopatia senile.

La diagnosi di degenerazione maculare è frequentemente associata a 2 tipologie: maculopatia in forma secca o umida. Perciò vedremo le differenze tra queste due forme, i rischi e i trattamenti disponibili. Siamo un Centro Ottico a Bologna specializzato nella prova di ausili visivi per ipovedenti e di conseguenza grande attenzione verrà data alle soluzioni visive (occhiali per maculopatia) per i pazienti.

Questa guida non sostituisce la valutazione dell’oculista. Serve ad aiutarti a capire cosa può succedere nella vita quotidiana quando la maculopatia riduce la visione centrale e quali strumenti possono essere valutati per leggere, riconoscere dettagli, gestire la luce e usare meglio la visione residua.

Maculopatia secca, umida e senile: cosa cambia nella vita quotidiana

Cos’è la maculopatia legata all’età?

La maculopatia legata all’età (senile) è una condizione potenzialmente debilitante che come suggerisce il nome, è correlata all’età. Di solito si può manifestare nelle persone di 50 anni o più ed aumenta la sua incidenza con l’invecchiamento. La parte colpita è la macula (ed inevitabilmente la fovea) che è il centro della retina nella parte posteriore dell’occhio.

La macula è la parte di retina deputata alla visione centrale e per distinguere i dettagli. La macula è situata infatti al centro della retina ed ha un diametro di circa 5,5mm. All’interno di essa, con un diametro di circa 1,5mm si trova la fovea, la parte più importante e nobile della macula: è grazie ad essa che siamo in grado di sviluppare la visione più raffinata del dettaglio.

Fondo oculare con evidenza su fovea e macula

Sintomi della maculopatia

  • Visione sfocata o aree completamente oscurate al centro del campo visivo.
  • Difficoltà a riconoscere i volti o, più in generale, perdita della capacità di visione del dettaglio.
  • Problemi nella lettura a causa di macchie cieche o offuscate nel campo visivo centrale.

La diretta conseguenza di questa visione deteriorata e insufficiente porta istintivamente il paziente a credere che sostituendo le lenti degli occhiali potrà tornare alla visione perfetta di prima ma purtroppo la visione penalizzata dalla maculopatia non è la conseguenza di una gradazione errata o modificata degli occhiali, bensì ad una riduzione della capacità risolutiva del dettaglio. 
In ogni caso è bene ricordare che anche se una gradazione perfetta ed aggiornata dei propri occhiali da lontano e vicino possa non essere percepita come soddisfacente, questa situazione sia un pre-requisito fondamentale per sfruttare il residuo visivo rimasto, andando poi a lavorare sull’utilizzo di ausili specifici per maculopatia. 

Maculopatia secca

E’ la forma di degenerazione maculare più comune: circa l’85% dei soggetti con degenerazione maculare ne è colpito. Ha una progressione generalmente più lenta della forma “umida”, si presenta solitamente con un caratteristico sintomo di difficoltà di visione in condizione di scarsa illuminazione. Può certamente essere individuata, anche nelle sue fasi iniziali, da un accurato esame oculistico e talvolta è accompagnata dalla presenza di drusen (depositi proteici giallastri sottoretinici). Negli stadi più avanzati può particolarmente compromettere la visione centrale.

Alcune accortezze o strategie possono rallentarne la progressione: una dieta sana e utilizzo di integratori specifici (solitamente a base di diversi elementi fondamentali come la luteina, Zeaxantina, Omega 3) prescritti dal medico oculista.

Maculopatia umida

E’ la forma di degenerazione maculare meno comune: circa il 15% dei soggetti con degenerazione maculare ne è colpito. Viene anche chiamata degenerazione maculare in forma essudativa.

La sua gravità è anche data dal fatto che insorge molto rapidamente con cambiamenti repentini della visione. Vi è una crescita anomala di vasi sanguigni sotto-retinici che possono disperdere liquidi (da qui la forma “umida”). Sovente i pazienti possono notare una visione distorta, rilevabile con il TEST di AMSLER.

Il trattamento principale per l’AMD in forma umida (essudativa) consiste in iniezioni intravitreali di farmaci (anti-VEGF) che agiscono contrastando la formazione di nuovi vasi sanguigni o edemi retinici. I più comuni farmaci per iniezioni intravitreali anti-VEGF sono LucentisEyleaAvastin. Negli ultimi anni la ricerca ha introdotto nuovi farmaci come Brolucizumab, Farcimab, Vabismo che agiscono meglio o richiedono somministrazioni meno frequenti.

Come per la forma secca, il costante riferimento per il trattamento della maculopatia è il medico oculista che mediante il costante monitoraggio del fondo dell’occhio, attraverso esami specifici come la fluorangiografia o l’OCT, può decidere il tipo di approccio, cura migliore o farmaco più idoneo.


Test di Amsler e differenti tipi di risultato di maculopatia: normale, macchia cieca, distorsioni reticolo

Consigli per ridurre il rischio di maculopatia

Vi è certamente una componente genetica riguardo la degenerazione maculare. Tuttavia, uno stile di vita sano ne può combattere l’insorgenza.

  • Mangiare sano: Seguire una dieta mediterranea ricca di verdure a foglia verde, pesce azzurro, noci e semi.
  • Assumere integratori maculopatia come l’AREDS2 o più in generale integratori con apporto di Luteina, Zeaxantina, Omega 3, Zinco, Vitamina E, ma solo dopo aver consultato un medico.
  • Smettere di fumare: Il fumo è fortemente associato a un aumento del rischio e della gravità dell’AMD.

Vedere meglio con la maculopatia

Diagnosi accurate, trattamenti farmacologici d’avanguardia e stili di vita migliori sono gli aspetti che finora abbiamo affrontato parlando di maculopatia.

Importante

Tutti gli aspetti a cure e trattamenti sono di esclusiva competenza del proprio medico oculista che monitora e guida il paziente nel migliore percorso clinico e farmacologico.


Queste azioni concorrono a migliorare la condizione e certamente a ottimizzare la performance visiva, ma ora dobbiamo davvero concentraci sulle soluzioni visive disponibili in quanto, troppo spesso, paiono essere messe in secondo piano.

Il fatto è che proprio quando si è colpiti da maculopatia e la visione residua inizia a calare in maniera significativa, ogni piccola miglioria, ogni micro-passo in avanti verso una migliore efficienza visiva, diventano fondamentali.

Occhiali per maculopatia: lenti, filtri e soluzioni da valutare

Se hai la maculopatia dovresti indirizzarti verso soluzione specifiche. La ricerca generica di occhiali per maculopatia dovrebbe considerare questi due aspetti:

  • Occhiali per maculopatia: intesi come protezione oculare e migliore gestione delle variazioni di luce attraverso i filtri medicali e quindi vedere meglio.
  • Occhiali per maculopatia: intesi come ausili ingrandenti o occhiali prismatici per migliorare la quantità di visione ottenibile e quindi per vedere di più.

La Luce

Gli occhi con degenerazione maculare diventano solitamente più sensibili alla luce. C’è questo doppio binario da affrontare:

  • La luce può essere potenzialmente pericolosa per la retina, in particolare i raggi UV. E’ quindi necessario proteggere adeguatamente i propri occhi per filtrare le radiazioni nocive, soprattutto su occhi con maculopatia.
  • Le luci intense (del sole o artificiali) producono abbagliamento e confusione visiva: per questo motivo gli occhiali da sole tradizionali vengono istintivamente utilizzati perché abbassano l’abbagliamento. La diretta conseguenza dell’utilizzo di lenti scure da sole porta però il paziente ad avere la sensazione di cadere nel buio visivo: lo scurimento eccessivo porta ad una ulteriore riduzione della percezione visiva.

Si potrebbe quindi dire che la luce produce questo paradosso: se da un lato porta un pericolo per la salute (raggi UV) ed un effettivo abbagliamento (quando siamo in presenza di luci intense), è altresì fondamentale per ottimizzare la percezione visiva ed incrementare il residuo visivo.

Per questo motivo, un paziente con maculopatia dovrebbe sempre indossare i filtri medicali.

Caratteristiche dei filtri medicali

I filtri medicali hanno colorazioni giallastre o arancioni e sono la migliore (unica?) soluzione per gestire la pericolosità della luce e l’abbagliamento indotto sfruttando al meglio l’incremento di capacità visiva indotta da luce forte. Il risultato è che il paziente con maculopatia riporta solitamente unavisione lievemente migliore (più contrastata) ed una migliore gestione del passaggio da ambienti con forte illuminazione e scarsa illuminazione e viceversa.

La colorazione di queste lenti è determinata dal taglio della lunghezza d’onda della luce. Solitamente, con maculopatia, le risposte migliori si hanno con tagli della luce tra i 450nm ed i 511nm. Rimane sempre consigliabile una prova soggettiva nelle varie condizioni di luce anche se, in mancanza di essa, qualunque filtro medicale sarebbe più protettivo e visivamente più efficace di un occhiale da sole comune.

Nella logica espressa all’inizio di questo articolo, il massimo del beneficio sarà quello di utilizzare il filtraggio offerto dalle lenti medicali per maculopatia su occhiali perfettamente corretti con gradazioni per distanza o per vicinoin quanto il miglioramento della performance visiva si ottiene sommando ogni piccola miglioria possibile (occhiali corretti + filtraggio luce idonea).



Ausili per ipovedenti con maculopatia

Una volta chiarita l’importanza della gestione delle luci intense e di come esse concorrano ad un miglioramento visivo se ben schermate, andiamo ora ad offrire una rapida panoramica sugli ausili visivi maggiormente utilizzati.

Come spiegato in precedenza, la correzione perfetta dei propri occhiali da lontano e vicino è una condizione necessaria per l’ottimizzazione visiva, ma può non essere sufficiente per svolgere con soddisfazione alcune normali attività quotidiane come guardare la tv, leggere o vedere il dettaglio di un qualsiasi oggetto fra le mani.

Ogni soluzione va ponderata e ragionata in funzione dello stato di avanzamento della malattia: non tutte le maculopatie incidono sul visus del paziente alla stessa maniera o intensità anche per merito di diagnosi precoci e trattamenti farmacologici.

La prima valutazione da eseguire è conoscere il visus residuo con la migliore correzione ottica (occhiali) per distanza. Come abbiamo spiegato, in presenza di una maculopatia che sta incidendo sulla vista del paziente, i semplici occhiali porteranno ad un visus residuo che difficilmente arriverà ai mitici 10/10 dieci decimi (visione perfetta).

Più realisticamente, ci troveremo a lavorare (nella migliore delle ipotesi) su visus residui inferiori ai 4-5/10, Questa visione residua è un limite di demarcazione che inizia a definire un paziente con maculopatia ipovedente, in quanto tale visione può non essere più sufficiente per svolgere le normali attività, neppure “accontentandosi” di vedere meno.

Dopo aver lavorato sulle luci ed eventuali filtraggi della luce, l’approccio correttivo del paziente ipovedente abbandona la finalità di nitidezza (che si ritiene scontata con gli occhiali per lontano e/o vicino corretti al meglio) per spostarsi sull’ingrandimento.

Sebbene i pazienti con maculopatia possano avere differenti approcci nella modalità di utilizzo della propria vista residua (utilizzo più o meno istintivo della “coda dell’occhio” per vedere), possiamo certamente, in base alla nostra esperienza, fornire indicazioni di massima di quali ausili visivi ingrandenti possano essere utilizzati in funzione del residuo visivo.

Visus ResiduoAttività richiestaIngrandimento richiestoAusili visivi
4-5/10Lettura testi medi e piccoli1,5x a 3xLenti di ingrandimento con luce, occhiali ipercorrettivi (eventualmente prismatici) con add. +4,00
4-5/10Televisione1x a 2xLenti ingrandenti fattore 0,3 o 0,6 oppure sistema galileiano 2x (clip o occhiale)
Da 4/10 a 3/10Lettura testi medi e piccoli3x a 4xLenti di ingrandimento con luce, occhiali ipercorrettivi prismatici (preferibilmente con luce) con add. da +6,00 a +8,00
Da 4/10 a 3/10Televisione2xsistema galileiano bino 2x (clip o occhiale) o monoculare 2,5x
Da 3/10 a 2/10Lettura testi medi e piccoli3x a 5xLenti di ingrandimento con luce, valutare videoingranditore portatile
Da 3/10 a 2/10Televisione2x a 3xsistema galileiano bino 2x (clip o occhiale) o monoculare 2,5x e dimezzare la distanza di visione
Da 2/10 a 1/10Lettura testi medi e piccoli4x – 6xVideoingranditore portatile o da tavolo
Inferiore 1/10Lettura testi medi e piccoli7x – oltreVideoingranditore da tavolo, sistemi OCR e sintesi vocale.

I dati forniti in tabella devono essere intesi come indicativi: sono il risultato e la soddisfazione visiva del paziente le stelle polari che devono guidare nella scelta dell’ausilio ingrandente o occhiale per maculopatia.

Più l’ingrandimento necessario è alto, maggiore è la difficoltà di utilizzo dei vari dispostivi. Di conseguenza è sempre preferibile usare l’ausilio ingrandente che fornisce il risultato visivo richiesto con il fattore di ingrandimento più basso.

Come si può notare per lettura uno degli ausili più utili è certamente la lente di ingrandimento: essa deve essere con luce e deve avere una potenza di ingrandimento specifica per problemi di ipovisione: per questo motivo andrebbero prese in considerazione lenti di ingrandimento di qualità e specifiche, abbandonando le normali lenti di ingrandimento reperibili nei supermercati, tabaccherie, etc…

Importante

Spesso si confonde il potere della lente di ingrandimento con l’ingrandimento stesso: si consideri che una lente di +4,00D (diottrie) equivale ad un solo ingrandimento (1X), una lente da +8,00D equivale a 2 ingrandimenti (2x), etc..



Vuoi approfondire quali soluzioni per maculopatia possono essere utilizzate in alternativa alle lenti di ingrandimento?

Esplora le nostre sezioni:

Novità: Occhiali con intelligenza artificiale per ipovedenti

Abbiamo testato i Ray-Ban Meta con intelligenza artificiale per verificare se potessero essere di supporto per i pazienti ipovedenti con maculopatia. I risultati dei nostri test sono davvero interessanti. Vieni a provarli nel nostro centro ottico di Bologna.

Viggi Ottici è Centro di Ipovisione a Bologna

Da anni ci occupiamo dei pazienti ipovedenti (tra i quali una forte maggioranza composta da soggetti affetti da maculopatia).

L’ipovisione altro non è che il risultato visivo compromesso a seguito di una patologia oculare.

La nostra decennale esperienza, il nostro naturale desiderio di fornire aiuto ed assistenza alle persone ipovedenti, ci porta ad alcune considerazioni su ciò che sovente avviene dopo una diagnosi accurata, esami specifici raffinati ed evoluti, trattamenti clinici e farmacologici all’avanguardia.

Troppo spesso si sottovalutano le potenzialità visive residue dei pazienti, gestendo la parte correttiva (che è poi quella che il paziente si troverà ad usare nella propria vita quotidiana, in tutte le sue attività) mediante occhiali tradizionali o soluzioni poco personalizzate. Questo determina una notevole frustrazione ed un senso di rinuncia nel paziente.

Sebbene siano da evitare aspettative troppo elevate (in quanto, purtroppo, non è alla portata il totale recupero visivo), vi sono soluzioni che possono restituire indipendenza ed autonomia in maniera concreta ed efficace. Ogni soluzione deve essere provata con pazienza cercando di comprendere l’attitudine del paziente all’utilizzo di un sistema visivo ingrandente, piuttosto che un altro.

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Lenti di ingrandimento, occhiali per maculopatia, occhiali telescopici o ingrandenti per le attività da vicino o la visione della televisione… queste ed opzioni evolute come i videoingranditori possono concretamente migliorare la qualità della vita e restituire autonomia.

Maculopatia, invalidità INPS e Legge 104: come orientarsi

Nelle sue forme più gravi derivate da maculopatia o altre patologie oculari, il soggetto interessato può essere riconosciuto “cieco civile parziale o ventesimista”. In tal caso è possibile richiedere una pensione di invalidità. Maggiori informazioni per la richiesta nel sito dell’INPS.


Forniamo assistenza per guidare il paziente avente diritto, all’ottenimento di ausili visivi tramite il SSN.

Sito INPS, richiesta di riconoscimento per invalidità cieco parziale o “ventesimista”.

Domande frequenti

No. La maculapatia non porta a cecità assoluta. Nonostante questo la compromissione della zona centrale (macula) può portare ad un drastico abbassamento visivo. Una situazione abbastanza comune è che nonostante la zona centrale sia compromessa al punto (nei casi gravi) di non arrivare a neppure 1/10 o 1/20 di visus, il soggetto è spesso in grado di avere una qualità e percezione visiva analoga ad un normovedente nella zona periferica (“coda dell’occhio”).

Dipende dalla forma di maculopatia e dal percorso indicato dall’oculista. Alcune forme prevedono trattamenti medici e monitoraggio, altre richiedono soprattutto strategie per usare meglio la visione residua. Gli ausili visivi non curano la maculopatia, ma possono aiutare nella lettura, nella gestione della luce e nelle attività quotidiane.

In alcuni casi si possono valutare lenti specifiche, filtri, occhiali prismatici o sistemi ingrandenti. La scelta dipende dal residuo visivo e dalle attività quotidiane.

Dipende dalla condizione visiva certificata e dalla valutazione degli enti competenti. La pagina può spiegare come orientarsi, senza sostituire il parere medico-legale.

Sì, possono essere valutati lenti di ingrandimento, videoingranditori, sistemi ottici o ausili elettronici. L’ultima frontiera è l’utilizzo degli occhiali con intelligenza artificiale. La scelta va personalizzata.

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