
Accesso facilitato: guida per ipovedenti
Funzioni di accesso facilitato per Windows, mac Os, smartphone e tablet. Configurare i dispositivi per l'utilizzo di pazienti ipovedenti.
Introduzione alle funzionalità base di accesso facilitato.
Premessa
La funzionalità di accesso facilitato è uno strumento per ipovedenti molto efficace che però è spesso sconosciuto alla maggioranza dei pazienti.
Dobbiamo innanzitutto distinguere fra i soggetti che vivono questa condizione dalla nascita, soprattutto le generazioni più giovani, e coloro che invece si trovano ad affrontare tale condizione in età adulta.
Per i primi gli strumenti di accessibilità risultano essere una “normalità”, una naturale configurazione sui propri dispositivi digitali: PC, smartphone e tablet vengono utilizzati con un’efficienza paragonabile ad un normovedente.
Per gli altri invece, tali funzionalità sono pressoché sconosciute.
Un approccio differente
Prendiamo ora in esame, in linea generale, la classica condizione di un soggetto divenuto ipovedente in età adulta, magari ancora in età lavorativa o comunque in una fase ancora attiva della propria vita.
In una situazione appena descritta, il soggetto cercherà le soluzioni visive più efficaci per i propri dispositivi (smartphone, tablet o pc) che in virtù della nuova condizione visiva, non riesce più ad utilizzare con la stessa efficienza.
Troppo spesso, gli specialisti della visione (ognuno dalla sua prospettiva, ovvero oculista, ottico-optometrista, ortottico) tendono a concentrarsi sugli ausili visivi utili al miglioramento visivo in lettura del soggetto, facendo prove su “carta”, ovvero sui classici testi stampati su giornali o libri.
Facciamo un esempio. Supponiamo di aver individuato un ausilio visivo ingrandente (lente di ingrandimento o videoingranditore) che consenta al soggetto di leggere il carattere di stampa del quotidiano. Questa “vittoria”, certamente significativa, diviene un po’ deludente o complicata appena il soggetto cerca di usare l’ausilio per vedere meglio lo schermo del suo smartphone, magari per leggere un messaggio o comporre un numero.
D’altro canto, lo schema è intuitivo: mediante l’ingrandimento è possibile ottenere un miglioramento visivo ma l’errore di fondo è quello di usare/adattare l’ausilio ingrandente al dispositivo elettronico.
Se gli elementi sullo schermo del dispositivo fossero già ingranditi mediante le funzioni di accesso facilitato, il primo risultato, banale ma significativo, sarebbe che il soggetto non dovrebbe più anteporre l’ausilio fra sé ed il dispositivo stesso, oltre al fatto che non dovrebbe più impegnare una mano per impugnare l’ausilio ingrandente. Inoltre, i sistemi ingrandenti tipici per ipovedenti sono spesso dotati di sistema di illuminazione: tale illuminazione crea un riflesso fastidioso sugli schermi di monitor, smartphone o tablet.
“Famiglia” Apple o Windows?
Una delle domande più frequenti è in merito alla “marca” dei dispositivi da utilizzare. In realtà, le funzionalità di accesso facilitato sono presenti su tutti i dispositivi: PC, smartphone e tablet.
Spesso però si tendono a confondere i nomi dei sistemi operativi e le marche.
Tutti i dispositivi hanno però in origine una prima classificazione: possono appartenere alla “famiglia” Windows o a quella Apple. Ogni utente esercita una scelta di fondo che tende poi a mantenere nel tempo (quando cioè si trova a dover sostituire i dispositivi per usura).
PC: Computer Desktop o portatili
La categoria dei Personal Computer (da scrivania o portatili) avrà il sistema operativo Windows per una considerevole gamma di marche, ed il sistema operativo mac OS su tutte le macchine firmate Apple.

Sono i sistemi operativi a gestire tutte le funzioni di accesso facilitato: ogni utente può certamente trovare più affinità verso un sistema o l’altro ma, in linea di massima, tali funzionalità sono sovrapponibili nei due sistemi, sebbene abbiano in alcuni casi nomi differenti.
Entrambi i sistemi hanno un assistente vocale a cui chiedere di svolgere operazioni: in ambiente Windows tale assistente si chiama Cortana, in macOS-Apple si chiama Siri.
Smartphone e Tablet
Classificazione analoga su smartphone e tablet: se Apple, tali dispositivi hanno nomi che tutti conosciamo:iPhone e iPad ed hanno un sistema operativo molto simile definito dalla sigla iOS. Per tutte le altre marche in commercio il sistema operativo è Android.
La scelta di fondo
Con la classificazione appena descritta, a seconda della “famiglia” di riferimento, avremo quindi due insiemi di nomi:
- APPLE:iPhone, iPad, Mac con i relativi sistemi operativi (simili fra loro) iOS e mac OS, lo stesso assistente vocale Siri ed il gruppo di funzioni di nostro interesse denominate “Accessibilità”
- TUTTI GLI ALTRI:Smartphone, tablet e PC (di tutte le altre marche non-Apple) con i relativi sistemi operativi Android e Windows, i relativi assistenti vocali Google Assistant e Cortana ed il gruppo di funzioni di nostro interesse denominate “Accessibilità”

Sebbene non sia utile “filosofeggiare” su quale dei due sistemi sia il migliore, vale la pena considerare che Apple pare probabilmente essere più intuitiva per l’utente, questa caratteristica è sempre stata un faro che si ripercuote sull’usabilità dei dispositivi Apple ed ha certamente molti vantaggi, soprattutto se calati nella realtà di un ipovedente. Di contro, tutti i dispositivi Apple tendono ad essere più costosi e “chiusi nel loro mondo”, ovvero tendono ad avere scarsa compatibilità, ad esempio, con i più comuni ambienti lavorativi in Europa.
I sistemi Windows-Android sono certamente più diffusi in Europa ed hanno dalla loro parte una maggiore versatilità. La loro diffusione rende l’ambiente Windows-Android più familiare fin da subito per l’utente. Inoltre i costi sono sicuramente più bassi. La parte di accesso facilitato di Windows e Android è però meno intuitiva, almeno nella fase di configurazione.
Il punto di partenza
Torniamo ora al nostro esempio iniziale. Il soggetto divenuto ipovedente in età adulta presenterà tutta una serie di problematiche che verranno affrontate dallo specialista per ottimizzare la capacità di lettura in versione “classica” (quotidiani, libri, documenti).
Sui propri dispositivi digitali, il paziente si trova spesso in una condizione “fai-da-te” dove, grazie all’aiuto di qualche familiare, si è cercato di ottimizzare tale utilizzo con alcuni accorgimenti:
PC-Computer
- La navigazione internet è gestita attraverso lo zoom del browser (Chrome, Internet Explorer, Safari, etc…): le pagine vengono ingrandite, facilitandone la lettura ma tutti gli elementi del menù rimangono piccoli, tutti i comandi necessari a svolgere le varie funzioni non risentono dello zoom applicato alla pagina. Di conseguenza il paziente ha un buon risultato sulla pagina internet che deve leggere, ma ha scarsa operatività su tutto il contorno.
- In alcuni casi, per ingrandire gli elementi del desktop o le varie scritte dei menù, l’utente applica una riduzione della risoluzione dello schermo: riducendo la risoluzione, automaticamente tutti gli elementi (scritte, menù, icone e testi) si ingrandiscono. Questo accorgimento ha quindi una motivazione di fondo corretta, ma porta ad un risultato scadente in quanto la riduzione di risoluzione porta ad una clamorosa riduzione di “nitidezza”, tutti gli elementi divengono sì più grandi, ma anche sgranati e poco definiti.
- L’utilizzo di applicativi come videoscrittura (Word) e fogli di calcolo (Excel) vengono tipicamente gestiti con l’aumento della dimensione del carattere di scrittura per facilitare la visione: tutto questo rende i documenti visualizzabili per l’ipovedente, ma abnormi nella grandezza del testo in senso assoluto e quindi poco fruibili ad altre persone e deludenti se stampati. Inoltre, come nel caso della navigazione internet, l’ingrandimento del testo scritto non avviene sui comandi, sui menù e su tutti gli altri elementi che servono per lavorare.
Smartphone-Tablet
- L’utilizzo di smartphone e tablet risulta solitamente più intuitivo rispetto al computer. Oramai non esiste utente che non abbia o l’uno, o l’altro, o entrambi i dispositivi. Il sistema di interazione utente-dispositivo è decisamente più amichevole in quanto avviene mediante tocco con il dito. Rispetto ai computer che invece hanno bisogno di tastiera e mouse, c’è un’evidente facilità di utilizzo. Purtroppo però, il vero limite di utilizzo per l’ipovedente è rappresentato dalle dimensioni degli schermi: per evidenti motivi essi sono decisamente più piccoli rispetto ai monitor dei PC e presentano elementi quali icone e testi molto più piccoli ed affollati.
- Ancora una volta, una condizione di partenza “fai-da-te” del paziente porta ad un piccolo, ma insufficiente, miglioramento: si agisce sul settaggio della dimensione del carattere del testo. La conseguenza è avere i testi di messaggistica, menù e mail più grandi. Rimangono però invariate (e quindi troppo piccole) le dimensioni delle icone o in generale di tutti i comandi relativi alle APP. Anche le APP di terze parti non risentono della modifica.
Impostazioni di accesso facilitato
A questo punto, diventerebbe davvero complicato spiegare tutte le differenze fra i due ambienti e le ulteriori differenze tra l’utilizzo di uno smartphone-tablet e di un computer.
Come abbiamo visto ci sono differenze anche nei nomi che vengono dati ai vari elementi, di conseguenza si tratteranno le principali funzioni di accessibilità (tra l’altro pressoché comuni ai due sistemi ed alle categorie di prodotti) per fornire una panoramica di ciò che si può fare, nonostante la condizione di ipovisione, per ottenere una completa autosufficienza nell’utilizzo dei dispositivi.
Dopo quindi aver descritto il punto di partenza in cui spesso ci si trova, vediamo ora in maniera schematica la condizione “ideale”, che sfrutti cioè le impostazioni base e di accesso facilitato.
PC-Computer
- Attraverso il Pannello di controllo o Impostazioni, ingrandire la dimensione del Font del carattere. Questa operazione, agirà su tutti gli elementi: menù, nomi file, nomi cartelle, nel browser, nelle mail e nei vari programmi installati (tranne alcune eccezioni).
- Ingrandire elementi sullo schermo: ad esempio le dimensioni delle icone. Si badi bene, non attraverso l’abbassamento della risoluzione (come descritto prima), ma attraverso la relativa funzione di accessibilità o da pannello di controllo.
- Cambio colori e contrasti schermo: molti ipovedenti trovano beneficio guardando lettere bianche su sfondo nero. E’ possibile modificare tale impostazione in modo che tutto il sistema operativo e tutti i programmi lavorino a contrasto elevato e/o invertito.
- Puntatore del mouse: la classica freccina del mouse è sicuramente troppo piccola. E’ possibile quindi ingrandirla e cambiarne il colore secondo una logica di contrasto invertito rispetto al colore di sfondo scelto o prevalente. (ad esempio, se si è scelto di lavorare su sfondo nero, applicheremo il colore bianco alla freccia e viceversa).
- Applicare diverso colore e spessore al cursore lampeggiante: In fase di scrittura abbiamo quella sottile linea verticale lampeggiante che ci indica dove stiamo scrivendo. In funzione del colore di sfondo scelto o prevalente, è possibile modificarne il colore e lo spessore.
- Attivare la lente di ingrandimento (magnifier) a video. La lente è richiamabile attraverso abbreviazioni di tastiera, compare sullo schermo con un fattore Zoom modificabile e personalizzabile. Ecco spiegato perché non è necessario ridurre la risoluzione dello schermo: attraverso questa funzionalità e quelle descritte precedentemente, si ottengono effetti molto migliori e si mantiene la risoluzione monitor ad un livello eccellente.
- Attivare l’assistente vocale (Windows) o VoiceOver (Apple), anch’esse attivabili mediante scorciatoie tastiera per farsi leggere attraverso la sintesi vocale gli elementi/testi sullo schermo.
- Attivare ed interagire con Cortana (Windows) o Siri (Apple) per svolgere i comandi più comuni mediante operazioni vocali (ad esempio “leggi mail”,”cerca su internet …”,etc…), compresa la dettatura dei testi.
Infine due accorgimenti di fondo, non direttamente legati alle impostazioni generali o di accessibilità sopra descritte, ma assolutamente fondamentali:
- Aumento dimensioni schermo:In linea generale, dotarsi del monitor più grande e migliore possibile, in funzione degli spazi e del budget disponibile
- Tastiera: a meno che il paziente non conosca a memoria la posizione dei tasti al pari di un dattilografo, l’utilizzo di una tastiera normale risulta complicato. A tal proposito esistono tastiere facilitate con tasti più grandi e più visibili. Questo migliorerebbe considerevolmente l’operatività di digitazione.
N.B. Se il computer fosse utilizzato da più persone, le configurazioni sopra indicate possono essere associate ad un utente specifico, in modo da non influire sulla visualizzazione degli altri utenti. All’avvio del PC, sarà sufficiente indicare l’utente corretto.
Smartphone-Tablet
- Agire sulle impostazioni generali per la dimensione del testo, colori ed immagine sfondo (evitare sfondi confusi), luminosità, testo in grassetto e zoom schermo
- Attraverso i menù di accessibilità agire ulteriormente su schermo, dimensioni caratteri e colori/contrasti.
- Attivare la lente di ingrandimento (magnifier) richiamabile con tocchi assegnati (ogni sistema ha le sue scorciatoie di tocco che vengono segnalate in fase di attivazione). Tale lente di ingrandimento può essere configurabile in varie maniere, a necessità individuale, con un certo grado di zoom o colori a contrasto elevato.
- Attivare Talkback (Android) o VoiceOver(Apple) per funzioni di lettura degli elementi presenti su schermo.
- Assegnare a combinazioni di tocchi o pulsanti operazioni che si svolgono frequentemente.
- Prendere dimestichezza con gli assistenti vocali Google Assistant (Android) e Siri (Apple) per svolgere una quantità inimmaginabile di operazioni (o ottenere risposte) con la sola voce. Gli assistenti hanno un loro vocabolario, di conseguenza vanno trovate le parole giuste (per approfondimenti, ricerca su google “comandi vocali Google Assistant o Siri” per avere una panoramica e lista completa delle richieste che si possono fare).

Altri piccoli accorgimenti:
Quando viene acquistato uno smartphone e/o tablet preferisci i dispositivi con schermi più grandi possibile in funzione del tuo budget. La “continuità di sistema” è certamente un fattore importante (se si ha sempre avuto Android, forse è meglio continuare con Android)… ma nonostante vi sia un dibattito aperto, prediligere i dispositivi Apple (iPhone e iPad) parrebbe essere una scelta preferibile per intuitività di utilizzo.
- Utilizza la fotocamera del dispositivo come rudimentale lente di ingrandimento a zoom con luce flash.
- Impara la gestualità richiesta dal tuo dispositivo per svolgere le operazioni più comuni (un tocco, doppio tocco, triplo tocco, scorrimento dita, etc…)
- Suggerisco la APP Prizmo-go come rudimentale ma efficace sistema di riconoscimento OCR e sintesi vocale (scatti foto con la fotocamera ad un foglio, questo viene letto a voce alta dal dispositivo)
- Prendi dimestichezza con abbonamenti a quotidiani on-line (tutte le testate editoriali offrono i propri quotidiani/riviste direttamente su tablet con quindi la possibilità di ingrandire il testo a piacimento con la sola gestualità delle dita)
- Prendi dimestichezza con l’acquisto di romanzi su piattaforme Amazon, iBook e Kindle… come per il punto precedente, potrai ingrandire a piacimento il testo scritto che devi leggere. Sulle stesse piattaforme, sono in rapido aumento le versioni in Audiolibri (sono libri e romanzi letti da attori e giornalisti).
CONCLUSIONI
Ritengo che tutte le figure professionali impegnate nella gestione del paziente ipovedente potrebbero (e dovrebbero) non sottovalutare l’importanza di una sensibilizzazione del soggetto agli strumenti di accesso facilitato, fin dai primi segnali di una condizione di ipovisione, anche moderata. Per il paziente adulto, prendere confidenza con questi strumenti richiede comunque una sforzo cognitivo che cresce proporzionalmente alla gravità del deficit visivo.

Daniele Corsini
è ottico-optometrista e collabora da 20 anni con Viggi Ottici occupandosi delle misurazioni della vista e della prescrizione di lenti Zeiss e progressive. E’ responsabile della parte ‘LOW VISION’ (ipovisione) e nell’utilizzo di sistemi ingrandenti elettronici e telescopici. Dal 2005 al 2010 è inoltre stato coordinatore del centro di chirurgia refrattiva (LASER) presso l’Ospedale Privato Accreditato di Villa Laura, a Bologna.

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