Viggi WOW Ritratto Iride ArtWork

Il ritratto della tua iride

WOW” indica stupore verso il bello ed inaspettato.

Con “VIGGI WOW” noi di Viggi Ottici vogliamo sprigionare il nostro lato creativo, il desiderio di esaltare la complessità e la meraviglia del tuo occhio in modo originale, in un ritratto dell’iride che diviene un’immagine d’arte contemporanea.

Logo Viggi Wow Iris Artwork

Scattiamo una foto

Questa frase può essere intesa come una dichiarazione del tutto casuale o può esprimere il desiderio di dilatare l’attimo di uno sguardo iniziale, una scintilla di seduzione che è già scoccata.
Personalmente ho sempre cercato nella fotografia un livello nascosto o non subito evidente della realtà che mi circondava.

Albert Watson, fotografo

L’idea di fotografare l’iride dell’occhio umano mi accarezza da oltre un decennio: svolgendo l’attività di optometrista mi sono spesso trovato ad osservare gli occhi delle persone e stupirmi, ogni volta, della loro contemporanea bellezza e mistero.
Bellezza e mistero…
Ora mi chiedo: ci sono forse ingredienti migliori per un’opera d’arte? 

Daniele Corsini


Se sei un appassionato di arte e fotografia o se semplicemente sei incuriosito da questo progetto ti condurremo in questo “making of” per spiegarti alcuni aspetti e problemi che abbiamo dovuto risolvere per arrivare al risultato che vedi. Vi è di fondo un approccio molto tecnico per arrivare ad un risultato artistico ed interpretato.

Se invece sei solo affascinato all’idea di regalarti (o regalare) il ritratto della tua iride puoi direttamente cliccare il bottone qui sotto:

Viggi WOW Ritratto iride: the making of

Come è fatta l’iride?

Tranquillo. Non faremo un trattato di anatomia. Ti basti sapere che l’iride è una membrana di consistenza principalmente fibrosa e la quantità di pigmento ne determina il colore. Se vuoi approfondire ti spieghiamo i fattori genetici che determinano il colore degli occhi. Anatomicamente è posizionata posteriormente alla cornea ed anteriormente al cristallino. Ha una forma che ricorda un disco forato: il foro (più comunemente chiamato pupilla) cambia la propria dimensione proprio per regolare la quantità di luce che entra dentro l’occhio.

Fotografare l’occhio umano richiede precisione ed una speciale attrezzatura

In effetti, per la fotografia dell’occhio non basta dire “scattiamo una foto“. Non è proprio così semplice. Non è quindi sufficiente avere una macchina fotografica a risoluzione altissima o un obiettivo speciale per la fotografia del dettaglio. Questi sono pre-requisiti ma la foto dell’occhio richiede un approccio ancora più rigoroso.

Se è vero che fotografare vuol dire letteralmente scrivere con la luce, è anche vero che la luce necessaria per fotografare lascerebbe sulla superficie oculare dei fastidiosissimi riflessi che andrebbero a coprire larga parte dell’iride stessa.

E’ solo grazie ad un sofisticato sistema di illuminazione a fibre ottiche che si è potuti arrivare al risultato di avere la necessaria illuminazione, ma senza i fastidiosi riflessi.

La complicata gestione della messa a fuoco

Foto di iride marrone dimostrativa di zone a fuoco e zone fuori fuoco

L’occhio umano è in grado di realizzare movimenti rapidissimi (chiamati saccadici o micro-saccadici) ed anche quando pensiamo di fissare un oggetto (e di conseguenza pensiamo che il nostro occhio sia “fermo”), in realtà il nostro occhio sta compiendo molto velocemente movimenti di micro-allineamento. Questi impercettibili movimenti non vengono colti se scattiamo una fotografia normale, anche stringendo molto il campo della fotografia al solo viso del soggetto… la foto ci apparirà ben nitida in quanto i micro-movimenti di cui parlavamo in precedenza, diventano del tutto trascurabili.

Per il ritratto dell’iride il nostro intento era però quello di avere di un livello di ingrandimento e dettaglio impareggiabile, con tutte le difficoltà che ne conseguivano. Quando si parla di macro-fotografia (ovvero la foto dell’estremamente piccolo) è sufficiente un micro-movimento o una impercettibile imprecisione del piano focale per ritrovarsi un’immagine sfocata.

Chi si cimenta in macro-fotografia, guardando l’immagine qui in alto, potrebbe eccepire che per avere tutto a fuoco sarebbe sufficiente stringere il diaframma nelle impostazioni di scatto. Il fatto è che questo risultato è già con diaframma molto chiuso, ad f/22!

Spesso, per raggiungere il risultato finale ed analizzando le caratteristiche di conformazione dell’occhio che dobbiamo fotografare, realizziamo più scatti di varie zone dell’iride per poi unirle in un’unica immagine che sia la somma di tutte le zone a fuoco.

Occhi di colore diverso richiedono diversi tipi di illuminazione

Gli occhi marroni o più in generale, gli occhi di colore scuro, presentano una superficie fortemente pigmentata. Per tale ragione raramente si evidenziano sfumature di colore diverse e questo rende tali fotografie meno interessanti. Ciò non vuole assolutamente dire che gli occhi marroni non siano interessanti o non abbiano caratteristiche degne di essere fotografate! Molto spesso gli occhi scuri presentano una texture molto accentuata ed è quindi sulla loro matericità che riusciamo ad esaltare le caratteristiche uniche di ciascun occhio.

occhio marrone

Questa immagine è stata scattata con una luce frontale, in maniera standardizzata. Questo è il tipico risultato che si ottiene quando non si ragiona sul soggetto da fotografare o non vi è sufficiente competenza nel controllo della luce. E’ anche un risultato molto comune a diverse realtà che scattano fotografie agli occhi. Il risultato è un’immagine piatta, poco interessante sia come sfumature di colore, sia come trama.

Foto occhio marrone con luce laterale

Questo è lo stesso occhio. In questo caso è stata utilizzata un’illuminazione “radente” che ha creato sulla superficie delle ombre ed ha evidenziato in maniera molto accentuata la trama dell’iride ed i tratti che la rendono personale ed unica.

Tutto questo per dire che non esistono “occhi non interessanti”. Esistono invece foto dell’iride “non interessanti”.

Al contrario, gli occhi chiari (ad esempio gli azzurri) presentano meno pigmento e quindi in generale meno “trama di superficie”. Essi hanno però, solitamente, molte più sfumature di colore, talvolta variando fra il blu, il giallo ed il verde. Per questa tipologia di fotografia è invece suggeribile utilizzare una luce più diretta.

Il risultato finale: post-produzione e stampa del ritratto della tua iride

La Post-produzione dell’immagine

Dopo tutti gli sforzi compiuti in fase di scatto è necessario poi lavorare l’immagine in “camera chiara” con grande rigore e precisione. Non può esistere “eccellenza” TakeAway.

Rifiutiamo a priori un processo standardizzato di regolazione di colori o correzioni di imperfezioni fatto in 5 minuti. Questo è uno dei motivi per cui il risultato finale non può essere visto subito, nonostante la legittima curiosità del soggetto fotografato.

Dopo tutti gli accorgimenti in fase di ripresa e scatto, con l’obiettivo di ottenere una immagine tecnicamente perfetta (cioè a fuoco ed illuminata correttamente), ci concentriamo sull’interpretazione attraverso la modulazione di luci e ombre, l’esaltazione di texture dell’iride o delle sue sfumature di colore, uniche per ciascun individuo.

Le competenze acquisite in fase di post-produzione dell’immagine ci consentono di poter letteralmente parlare di un ritratto dell’occhio, esaltato e curato in ogni sfumatura e dettaglio.

Per comprendere a fondo l’importanza che noi di Viggi WOW diamo ad una lavorazione dell’immagine accurata ed interpretata, pensiamo sia davvero utile analizzare questo esempio.

Questo è il risultato finale consegnato ad un nostro cliente che, invogliato all’idea di possedere la foto della sua iride e ignaro dell’esistenza di Viggi WOW, si è fatto realizzare in uno dei diversi luoghi dove propongono “la foto del tuo occhio in un’opera d’arte”.

Foto iride non eseguito da Viggi WOW, iride azzurra molto rovinata

Come si può notare siamo in presenza di un occhio azzurro, con alcune aree pigmentate gialle. L’osservazione nel dettaglio dell’immagine consegnata al cliente presenta diverse criticità: la foto è tra lo sfocato ed il “pixelato”, caratterizzata da artefatti digitali (tipici di trattamenti estremi: contrasto, nitidezza e saturazione dei colori spinti in maniera eccessiva).

Osservando l’occhio reale della persona, sebbene abbia un invidiabile colore azzurro (ma ci arriviamo dopo), è ben lontano da questo azzurro-elettrico degno di un alieno proveniente da Plutone! Si evidenziano poi tantissime aree pressoché bianche, risultato di trattamenti di contrasto molto accentuati.

Ultima considerazione: il bordo netto esterno rende questa foto più simile ad un disco, o forse ad una pizza, piuttosto che ad un occhio. Non trovate?

occhio azzurro

Incuriosito dalla nostra proposta, il cliente si è prestato ad una nuova foto, sempre dello stesso occhio, in una sorta di comparazione fra due risultati derivanti dalla stessa origine.

Questa immagine, ottenuta con le nostre attrezzature, è la foto della realtà, presumibilmente un punto di origine molto simile da cui si è partiti per realizzare l’immagine che abbiamo commentato prima.

Ad uno sguardo anche disattento, è lampante la perdita di dettaglio e sfumature di colore, anche in corrispondenza del foro pupillare, nel risultato finale precedentemente analizzato.

Ritratto iride WOW di occhio azzurro

Questo è il nostro risultato WOW. Questo è il nostro standard. Desideriamo che la foto del tuo occhio sia innanzitutto un ritratto, anche interpretato, ma realistico. Ogni sfumatura di colore è esaltata, ma con rispetto e gusto.

Desideriamo che nella nostra opera d’arte la tua iride sembri emergere dallo sfondo nero, in maniera naturale e suggestiva.

Ci prendiamo alcune licenze espressive: è per questo che volutamente parliamo di “Ritratto dell’Iride” ma, in quella parola (ritratto) c’è tutta la differenza del mondo: la stessa che c’è fra un ritratto fotografico ed una foto-tessera artefatta della stessa persona!

La Stampa dell’immagine: da fotografia ad opera

La stampa è ciò che rende un’immagine (tipicamente vista sui dispositivi digitali), un’opera. E’ il passaggio tra il ‘virtuale digitale’ ed il reale: un oggetto da possedere, toccare ed ammirare.

Abbiamo appena visto come poter raggiungere un risultato interpretato, un vero e proprio ritratto del tuo occhio. A questo punto, dopo aver prestato ogni attenzione e cura alla lavorazione dell’immagine, non possiamo permetterci che una stampa grossolana rovini tutta la magia del tuo ritratto dell’iride.

La qualità e la tipologia delle carte fotografiche è parte integrante del risultato espressivo che si vuole raggiungere: la stessa foto dell’iride stampata su una carta lucida (glossy) o opaca (matte) produrrà nella percezione dello spettatore due effetti molto differenti fra loro.

Offriamo una consulenza “qualificata e ragionata” che tenga conto di tutti i fattori in gioco: le preferenze, le aspettative ed il budget del cliente, dove verrà collocata l’opera, con quale grandezza o cornice: sono tutti aspetti estremamente importanti nel raggiungimento di un risultato finale coerente e spettacolare.

Per questo motivo il ritratto della tua iride non viene stampato al momento: non è possibile avere stampe fine-art in 5 minuti utilizzando le semplici stampanti fotografiche a getto d’inchiostro che tutti noi conosciamo.

Ci affidiamo a laboratori di stampa professionale per gallerie d’arte: le carte, le finiture ed i materiali saranno degni delle migliori stampe fine-art da galleria.

Solo così, ci sentiremo autorizzati a dire: “La foto del tuo occhio in un’opera d’arte”.

“La qualità non è mai casuale,
è sempre il risultato di uno sforzo intelligente”
John Ruskin

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