ICONS Occhiali famosi: Ray Ban Clubmaster

Lo stile senza tempo dei Ray-Ban Clubmaster: l'occhiale pensato per i "manager di club per soli gentlemen". Occhiale iconico.

Con uno stile senza tempo, dovuto al loro design unico, Clubmaster che letteralmente significa “per manager del club per soli gentlemen”, da sempre è tra i best seller di Ray-Ban.

Ray-Ban Clubmaster: Cool intellettuale

I Clubmaster Ray-Ban ricordano sicuramente la forma dei classici Wayfarer nella parte superiore del frontale, ma l’assottigliamento dato dal metallo nella parte inferiore li rende visivamente più leggeri e con una indossabilità più piacevole dovuta ai naselli.

Declinati in diversi colori sono disponibili sia nella versione da vista sia da sole quando equipaggiati dei cristalli da sole Ray Ban.

ray ban clubmaster sole

Ray Ban Clubmaster: la storia

Il primo modello di questa linea di occhiali nasce nel 1947 e l’idea di applicare la celluloide sui ciliari di una montatura di metallo, è di Jack Rohrbach (1926-2014) allora vicepresidente di azienda americana produttrice di montature di nome Shuron Ltd.

Browline, questo era il nome dell’occhiale, è subito best seller negli Stati Uniti anche perché indossato da Malcom X (difensore dei diritti umani), Vince Lombardi (allenatore di Football) e da Lyndon B. Johnson (36° presidente degli Stati Uniti).

I browline (conosciuti ora come Ray-Ban Clubmaster) sono rimasti popolari fino agli anni ’60. In seguito il loro dominio è diminuito poiché i progressi nella produzione di materie plastiche permisero di realizzare forme e colori di montature che non erano possibili in passato. 

Negli anni ‘80, grazie ad alcune apparizioni televisive e cinematografiche, l’occhiale torna ad essere fortemente richiesto e diviene il terzo modello più venduto dietro i Ray Ban Wayfarer e Aviator.

L’impennata della domanda spinge Ray-Ban a creare il Clubmaster, una montatura tradizionale con linea cigliare con lenti colorate per occhiali da sole.

Clubmaster nel cinema

La prima apparizione dei Browline (poi divenuti Clubmaster) sui set cinematografici di Hollywood risale al 1957, nel lungometraggio “Piombo Rovente”.

scena dal film piombo rovente
Piombo Rovente, 1957

Negli anni ’80 vi è una rinascita di popolarità grazie a Bruce Willis nella serie Moonlighting.

Bruce willis ray ban

Li ritroviamo nel 1991 ad evidenziare i tratti dell’agente Jim Garrison interpretato da Kevin Costner in “JFK – Un caso ancora aperto”. Nel 1993 sono indossati da Michael Douglas in “Un giorno di ordinaria follia“.

Nel 1992 i Ray Ban Clubmaster hanno identificato Denzel Washington nel film su Malcom X  e dato risalto a Tim Roth nel film “Le Iene“.

dente Washington clubmaster
occhiale da sole rayban iconico le iene

Alla fine degli anni 2000 questi occhiali sono stati anche presenti in Heroes, American Horror Story e CSI: Crime Scene Investigation, che hanno ulteriormente aumentato la popolarità di questo occhiale iconico.

Nel 2002 il detective dell’FBI interpretato da Tom Hanks indossa i Clubmaster mentre cerca di catturare Frank jr. Abagnale (Leonardo di Caprio) nel riuscitissimo film di Steven Spielberg, “Prova a prendermi”.

Tom hanks con ray ban

Nel 2017, nel film “Suburbicon” di George Clooney, è Matt Damon a ricordarci come il Clubmaster fosse un occhiale davvero diffuso nella società americana anni ‘50 e ‘60.

Matt Damon clubmaster rayban

Clubmaster oggi

Negli ultimi anni Ray Ban ha dato un nuovo look al Clubmaster presentandolo in diverse versioni di colore. La campagna “Never Hide” dei primi anni 2000 di Ray Ban ha dato risalto a questa nuova vivacità.

Oltre al modello storico sono stati realizzati quindi Clubmaster in materiali e varianti di forme leggermente diversi che riprendono comunque le linee guida della forma ma che presentano piccole modifiche per venire incontro alle esigenze di un pubblico sempre più vasto.

Il Ray Ban Clubmaster ricorda quel periodo degli anni ’50 e ’60, quando artisti e intellettuali facevano il punto della situazione e mettevano in discussione tutto quello che era stato fatto e pensato fino a quel momento rendendo gli occhiali sinonimo di un cool intellettuale.

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