CATARATTA

La cataratta è un processo di progressiva perdita di trasparenza del cristallino che si verifica con l’aumento dell’età .
Con l’allungamento della vita media, il numero di interventi di asportazione della cataratta e uno dei più eseguiti in tutto il mondo.

Nonostante sia una tipica patologia della senescenza, essa può anche sopraggiungere ad età meno avanzate ma in questi casi si tratta di cataratte legate a fattori secondari come diabete, fenomeni infiammatori, esposizione eccessiva a radiazioni infrarosse ultravioletti o provocata da traumi.

I sintomi più comuni sono una visione annebbiata o sfuocata, problemi visivi con luci (lampioni, fari delle macchine, sole) caratterizzati da aloni sulle sorgenti luminose, alterata visione di colori, possibile diplopia e necessità di cambiare frequentemente la prescrizione degli occhiali. Più l’opacizzazione è marcata, più gli stessi sintomi si accentuano, portando inevitabilmente il paziente alla necessità di intervento.

La forma più comune di cataratta, la senile (ovvero legata all’età), compare generalmente dopo i 60 anni ed è dovuto ad un rallentamento dei processi biochimici che mantengono la trasparenza del cristallino. In una fase iniziale, essa può non essere percepita dal paziente, ma può causare la frequente necessità di variare la propria correzione degli occhiali per compensare un lieve processo di miopizzazione. Tale processo è avvertito dal paziente (inconsapevole dell’inizio della cataratta) come un ‘miglioramento della propria vista’, riuscendo, in alcuni casi, ad abbandonare l’uso degli occhiali nella visione da vicino.

La cataratta congenita o infantile è presente fin dalla nascita o si sviluppa nei primissimi anni di vita come conseguenza di malattie metaboliche.
Questa cataratta interferisce con lo sviluppo della funzione della vista e l’eventuale impianto di un cristallino artificiale comporta in ogni caso la perdita del potere di accomodazione dell’occhio interessato.
L’intervento praticato oggi si svolge nella maggior parte dei casi ambulatorialmente in anestesia locale.

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Dopo l’intervento è necessaria la protezione del bulbo da traumi della luce eccessiva e da infezioni con l’istallazione di collirio a base di antibiotici.
L’intervento di cataratta generalmente non comporta particolari rischi anche se talvolta si verifica l’opacizzazione della capsula posteriore del cristallino operato, fenomeno detto cataratta secondaria. Esso può essere facilmente eliminato con una applicazione di YAG laser .



Daniele Corsini foto L’autore: Daniele Corsini è ottico-optometrista e collabora da oltre 15 anni con Viggi Ottici occupandosi delle misurazioni della vista, della prescrizione di lenti Zeiss iScription e progressive. E’ inoltre responsabile della parte ‘LOW VISION’ (ipovisione) specializzandosi nell’utilizzo di sistemi ingrandenti elettronici e telescopici per ipovedenti. Dal 2005 al 2010 è inoltre stato responsabile del centro di chirurgia refrattiva (LASER) presso l’Ospedale Privato Accreditato di Villa Laura, a Bologna.

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